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Genitorialità

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Anche le emozioni difficili hanno bisogno di essere ascoltate

Desiderare che un figlio sia felice è naturale. Vederlo triste, arrabbiato, spaventato o frustrato può suscitare molta preoccupazione.

Di fronte alla sua sofferenza, nasce quindi il desiderio di proteggerlo, di trovare subito una soluzione. A volte, però, nel tentativo di allontanare ciò che fa stare male, si rischia di lasciare poco spazio a ciò che il figlio sta realmente sentendo.

Anche le emozioni che possono spaventare fanno parte della sua esperienza e hanno bisogno di trovare uno spazio in cui poter essere sentite, riconosciute e comprese.

Poterle accogliere, senza doverle subito cambiare, permette al bambino o all’adolescente di sentirsi ascoltato e di costruire nel tempo un rapporto più consapevole con il proprio mondo interiore.

Genitorialità

Quanto ciò che prova un figlio risuona dentro di noi?

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Ci sono momenti in cui ciò che vive un figlio può toccare qualcosa di molto profondo nel genitore.

La sua tristezza può suscitare il bisogno di proteggerlo, la sua rabbia può diventare difficile da tollerare, la sua paura può risvegliare paure che credevamo lontane.

In questi momenti non è sempre semplice distinguere ciò che appartiene al bambino o all’adolescente da ciò che, invece, appartiene alla propria esperienza.

A volte, senza che ce ne rendiamo conto, il passato può entrare nella relazione con il figlio, influenzando il modo in cui guardiamo ciò che prova, ciò che fa e ciò che ci chiede.

Fermarsi ad ascoltare anche questa dimensione può aiutare a comprendere meglio ciò che accade nella relazione, restituendo al figlio lo spazio per vivere il proprio mondo emotivo senza sentirsi responsabile di quello del genitore.

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