Il mio approccio
Al di là di ciò che appare

Un approccio psicoanalitico
Il mio orientamento è psicodinamico e psicoanalitico.
Questo significa prestare attenzione non solo a ciò che una persona vive nel presente, ma anche alla sua storia, al suo mondo interno e al significato che le esperienze possono assumere nel corso della vita.
Nel percorso terapeutico cerchiamo insieme di comprendere ciò che si trova oltre la difficoltà manifesta: emozioni, pensieri, relazioni e vissuti che talvolta possono essere difficili da riconoscere o esprimere.
L'obiettivo non è semplicemente eliminare un sintomo, ma creare uno spazio in cui poterlo ascoltare e comprendere, dando un significato a ciò che accade e favorendo una maggiore consapevolezza di sé.
La persona al centro
Ogni percorso è diverso, perché diversa è ogni persona. Per questo il lavoro terapeutico non segue un modello rigido, ma si costruisce nel tempo, rispettando l’età, i tempi e le caratteristiche di ciascuno.
Nel lavoro con bambini e adolescenti, questo significa prestare attenzione al loro modo particolare di comunicare e di esprimere ciò che vivono. Il gioco, le parole, il silenzio, il corpo e le relazioni possono diventare forme diverse attraverso cui raccontare ciò che non sempre riesce ancora a essere detto.
Anche il lavoro con i genitori è parte importante del percorso: comprendere ciò che accade nella relazione permette di sostenere il bambino o l’adolescente e, allo stesso tempo, di guardare alle difficoltà con maggiore consapevolezza.
Un ascolto che cambia con l'età
Ogni fase della crescita porta con sé bisogni, linguaggi e modalità di espressione differenti. Per questo anche l’ascolto terapeutico si adatta alla persona che ho davanti, rispettandone l’età e il modo unico di vivere ciò che sta attraversando.
Con i bambini, il gioco può diventare uno spazio privilegiato per esprimere emozioni, paure e vissuti che non hanno ancora trovato le parole. Con gli adolescenti, il dialogo si intreccia con il bisogno di autonomia, con le trasformazioni del corpo e con il modo in cui stanno costruendo la propria identità.
Nel lavoro con i genitori è altrettanto importante comprendere le dinamiche relazionali e sostenere la possibilità di guardare alle difficoltà del figlio con uno sguardo più ampio e consapevole.
In ogni caso, il percorso nasce dall'incontro e si costruisce insieme, senza forzare tempi o modalità.
Uno spazio in cui essere se stessi
Credo che per poter parlare davvero di sé sia necessario sentirsi liberi di essere ciò che si è, senza il timore di dover corrispondere a un’immagine o a un modo di essere prestabilito.
Anche la relazione con il terapeuta può diventare uno spazio autentico, in cui non è necessario avere le parole giuste, mostrarsi sempre forti o comportarsi in un determinato modo.
Nel mio modo di lavorare cerco di portare nella relazione anche la mia autenticità e la mia umanità, perché credo che incontrare una persona reale, oltre al ruolo professionale, possa aiutare l’altro a sentirsi libero di mostrarsi per ciò che è.
Questo diventa particolarmente importante con gli adolescenti, che spesso hanno bisogno di trovare davanti a sé un adulto capace di ascoltarli senza giudicarli e senza cercare di definirli.
Un luogo sicuro in cui poter parlare, tacere, scherzare, arrabbiarsi, raccontarsi e, semplicemente,
essere se stessi.
Non devi essere diverso da quello che sei per trovare uno spazio in cui sentirti accolto.